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RAPPORTO DI PROPORZIONE

Il principio di fondo da cui partiva il Sistema Ligas era che il corpo si sviluppa armoniosamente, qualunque conformazione esso abbia quindi, per vestire due persone di uguale circonferenza torace ma diversa statura non si dovrebbe utilizzare lo stesso modello (pratica molto usata ancora oggi da chi vende “Su Misura Industriale”modificando solo la lunghezza del capo e delle maniche, ma bisogna intervenire su alcuni punti cruciali del modello per correggere l’appiombo del vestito, in quanto, un soggetto potrà avere per esempio una schiena più ampia rispetto all’altro e la profondità giro e la pendenza del centro davanti saranno notevolmente diverse pur essendo entrambi taglia 50. Su questi presupposti nacque La Scuola di taglio Ligas che si distinse subito per il suo metodo tecnico-scientifico di facile apprendimento e che non tralasciava di avere un occhio di riguardo nei confronti dello stile e della linea prerogativa del made in Italy.

Definendo il Sistema Ligas un metodo “scientifico” si intende mettere l’accento sulla metodologia che ha portato al concepimento di questo lavoro. Infatti le fondamenta del Sistema sono gli studi antropometrici portati avanti con grande diligenza, per mezzo dei quali il Sistema Ligas ha contribuito a modificare la concezione dei piani taglie industriali.

Un’altra peculiarità del Sistema, come abbiamo già detto, era la facilità di apprendimento e, considerando il basso livello di scolarizzazione dell’epoca in Italia, non è un punto da sottovalutare. L’unica conoscenza necessaria per poter iniziare ad applicare il metodo sono le frazioni più semplici tipo:¼; ½;1/10.

Per quanto riguarda poi l’attenzione rivolta allo stile della moda si potrebbero portare a testimonianza gli annali delle “Forbici D’Oro”, importante concorso per maestri sarti, dove moltissimi dei vincitori sono stati allievi della Scuola Ligas.

La natura avara ha concesso a pochi il privilegio di perfette proporzioni; spetta quindi al sarto di prodigarsi con tutto il suo sapere e la sua arte affinché le imperfezioni esistenti vengano attenuate ed in molti casi eliminate, facendo proprio il proverbio che dice:
” Dove manca natura, arte procura”.
Pertanto noi, dopo aver determinato la figura ideale del corpo umano, abbiamo da essa dedotto i vari rapporti di proporzione, in modo da poterli applicare in ogni singolo caso e formare così una base di orientamento e di controllo che permetta al sarto di svolgere il suo lavoro con tranquillità e sicurezza.
Il nostro studio sulle proporzioni del corpo umano nelle diverse fasi del suo sviluppo e sulle misure da applicare al taglio, come abbiamo detto, è fondato sull’esperienza, cioè sui risultati ottenuti dall’indagine minuziosa e costante da noi fatta misurando e vestendo bambini, ragazzi e uomini di tutte le età.
Decenni di continue applicazioni ed sperimentazioni fatte sulle diverse proporzioni e conformazioni fisiche, con risultati positivi, ci danno la certezza della funzionalità di questo nostro studio.
Come è evidente si tratta di uno studio importante ai fini di un più chiaro indirizzo artistico del nostro lavoro: per questo ne abbiamo ordinato i dati riferiti ad ogni proporzione in una serie di tabelle che abbiamo chiamato RAPPORTO DI PROPORZIONE.
Rapporto di proporzione, nel nostro caso, indica relazione di misure tra altezza e torace.
Per esatto rapporto di proporzione intendiamo proporzionalità di sviluppo, giusta rispondenza di misure in ogni singola parte del corpo e quindi perfetta armonia di linea, così come risulta dalla testata di ogni nostra tabella.
Il ” RAPPORTO di PROPORZIONE ” consiste dunque nel raggruppamento di 86 tabelle comprendenti le proporzioni di metà torace dal 30 al 70.
Di queste tabelle 41 servono per lo sviluppo del modello della giacca, 41 per lo sviluppo del cappotto e 4 indicano le misure di lunghezza dei vari capi di vestiario in rapporto alla misura di altezza.
Le tabelle comprendono le misure di: profondità giro lungh. Vita- lungh. Giacca- larghezza spalla- sopra spalle – scollo dietro -circonferenza vita proporzionata all’altezza ed al torace.
Nella testata di ogni tabella e quindi per ogni misura di torace, sono riportate le proporzioni regolari del corpo umano, ossia quelle proporzioni attribuite ad un corpo sviluppato armonicamente rispetto al torace e all’altezza.
La ragione che ci ha indotti a compilare queste tabelle è da ricercarsi nel fatto che la nostra arte tiene così impegnata la mente per cui spesso manca la serenità e la calma necessaria per poter pensare a calcoli e confronti.
L’avere a portata di mano dati precisi, calcoli già fatti da impiegare quasi meccanicamente, è per il sarto cosa confortevole e vantaggiosa in quanto ottiene un maggior rendimento nel suo lavoro con minor dispendio di tempo e di energia.

L’utilità di questo “RAPPORTO DI PROPORZIONE” è evidente: esso si rende, non solo necessario, ma indispensabile ad ogni sarto in quanto costituisce una sicura base di orientamento e di controllo per meglio armonizzare la linea del vestito.
Non sempre infatti può risultare esatto il rilievo delle misure dirette sul cliente: perciò è sempre buona norma controllare con le corrispondenti misure proporzionali le misure di profondità giro, larghezza spalle, lunghezza vita, altezza spalle.
In modo particolare la misura larghezza spalle deve sempre essere confrontata e regolata, per quanto è possibile, in base alla misura proporzionale.
Quando si deve tagliare un vestito, dunque, non c’è che aprire il “RAPPORTO DI PROPORZIONE” alla misura di torace voluta ed in un attimo si potranno avere, senza possibili errori, i dati di proporzione che interessano per il controllo e lo sviluppo del modello.

Da quanto abbiamo esposto è ovvio che noi non possiamo considerare buoni sarti e tanto meno insegnanti coscienti coloro i quali presumendo di essere puri realisti non tengono in nessun conto il principio delle proporzioni.
I mezzi meccanici, le misure dirette e triangolari, anche quando per ipotesi si rivelassero pratiche nella loro applicazione e riportassero fedelmente in piano le caratteristiche anatomiche del corpo misurato, sarebbero prive di valore, mancando di quel fondamentale coefficiente che è la valutazione delle proporzioni.
Non è solo producendo abiti aderenti al corpo che ci può essere data la misura dell’abilità e del senso artistico del sarto, perché, ripetiamo, la nostra è arte e consiste nel saper adattare, modellare e rendere piacevole la figura del corpo umano con qualsiasi moda e qualsiasi foggia.

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